Pensieri dallo Zimbabwe
Saluti
Martedì 19/05/2009 - 11:33
Trovo divertente collezionare e confrontare gesti di saluto tipici di diversi paesi: la classica e virile stretta di mano (destra) viene spesso accompagnata da un rituale specifico che la caratterizza geograficamente.
In Darfur, ad esempio, viene preceduta da una reciproca affettuaosa pacca sulla spalla sinistra: colpetto, singolo o doppio, affondata e, nel caso di amicizia stretta, abbraccio!
In Etiopia, una volta afferrata la mano dell'altra persona, la si trascina verso di se', con tutto il braccio e corpo attaccato, abbassando e torcendo parzialmente il busto, fino a far incontrare le spalle destre. La prima volta, ignari, si sospetta per un attimo l'aggressione; poi diventa simpatico.
In Costa d'Avorio a toccarsi e strofinarsi durante l'hand-shaking sono le tempie sinistre. Molto bello a vedersi, ma rischia di essere causa, nel caso di incontri particolarmente calorosi, di indesiderati traumi cranici.
Diffusa un po' dappertutto e' l'abitudine, dopo essersi stretto il palmo, di far scivolare la mano in avanti fino ad impugnare il pollice dell'amico, per poi retrocedere alla posizione iniziale. Si trovano varianti di uscita dalla stretta.
In Sierra Leone la morsa viene sciolta facendo scorrere le dita all'indietro, con i polpastrelli che si accarezzano fino alle punte. Talvolta nell'attimo finale, le dita si lasciano con uno schiocco di pollice e medio. Richiede un po' di allenamento, ma e' di sicuro effetto.
In Zimbabwe le mani si mantengono legate piu' a lungo, con le ultime quattro dita uncinate a lasciare i pollici liberi di fronteggiarsi e danzare in un gioco a spingere e retrocedere, che puo' prolungarsi per minuti, mentre ce la si racconta.
Questo saluto - che mi piace particolarmente perche' tiene impegnate le mani e sollevando dall'imbarazzo di dover trovare loro un posto, nelle tasche e sotto le braccia incrociate, e' stato fortemente scoraggiato nei recenti tempi di galoppante epidemia di colera. A causa dello scambio di germi implicato nell'abbondante sfregamento di pelle potenzialmente sporca. Sostituito da un quasi asettico colpo pugno-contro-pugno, spesso ridotto a uno sfiorarsi delle nocche, sta ora tornando alla ribalta, insieme a un altro gesto che era stato censurato in tempo di elezioni: il popolarissimo e fanciullesco "ciao-ciao" mandato oscillando il palmo aperto, divenuto il segno di riconoscimento dei sostenitori del principale partito di opposizione, e' stato scoraggiato dalle poco amichevoli soppressive messe in atto dal regime.
Quando ieri ho lasciato il paese tutte le precauzione igienica e di incolumita' fisica sono cadute: baci, abbracci e mani sventolate non sono mancati per salutare un nuovo addio a tanti nuovo amici. Che, in larga maggioranza, non rivedro' probabilmente mai piu'.
Radio Fever
Domenica 10/05/2009 - 14:43
La scorsa e' stata la mia ultima settimana a Birchenough Bridge.
L'ho iniziata sfuduciato.
Forte del mia presunta esperienza da informatico/telecomunicazionista, uno dei miei compiti originari era quello di rendere la base, sprovvista di copertura telefonica e di ogni altro mezzo di comunicazione, meno isolata dal resto del progetto.
Giuro che le prime volte che mi spostavo da un posto all'altro dovevo recapitare messaggi, ordini e relazioni scritte a mano su pezzi di carta a volte riciclati.
Mano a mano che il materiale arrivava abbiamo attrezzato l'ufficio con il telefono stellitare e la possibilita' di utilizzare la posta elettronica.
Ma per molto tempo abbiamo atteso che da Harare ci inviassero la il ricetrasmettitore ad alte frequenze, lo strumento piu' affidabile per comunicare con le altre sale radio.
La spedizione, piu' volte garantitaci come imminente, non era mai avvenuta: problemi tecnici, burocratici, di autorizzazione ad utilizzare le frequenze...
Disperavo ormai di riuscire ad installarlo prima della fine della mia missione.
Mercoledi' pomeriggio, le quattro gia' passate, un pickup carico ha imboccato il viale polveroso che porta alla base: il materiale era li'!!!
Ho trascorso la sera a spacchettare e controllare tutto; la mattina del giovedi' ci siamo messi al lavoro di buon'ora. Ore sotto un sole impietoso a perfezionare la mia tintarella fragola e panna - che tanto piace al cavallo ;-) - per elevare e fissare i dodici metri del palo centrale di sostegno all'antenna - per allungarlo abbiamo dovuto legarlo e tirarlo con il 4x4 del landcruiser, rischiando di sradicare un albero!!!.
Collegamento al dispositivo di protezione dai fulmini, trenta metri di cavo tesi sopra due tetti per raggiungere la radio room, arredata spartanamente e dotata di
impianto elettrico.
Dopo aver ricontrollato che tutto sia a posto, tiro un lungo sospiro e accendo: la radio si sintonizza ed immediatamente intercettiamo, precisa e squillante, una comunicazione tra gli uffici di Murambinda ed Harare. La gente accorre incredula nella stanza angusta, riconosce le voci dei colleghi lontani, ride. Ci abbracciamo soddisfatti per la nostra piccola conquista.
Attendiamo che il canale sia libero e contattiamo il mondo per far sapere che finalmente ci siamo anche noi!!!
Quindi chiamo l'autista della vettura che accompagna il team medico in giro per le cliniche, per il primo messaggio ufficiale: "Tango-due-tre-cinque! Senti, Zacheus: quando rientri alla base stasera, potresti portare una capra da aggiungere alla griglia per la festa per la mia partenza?!?".


William
Martedì 05/05/2009 - 09:19
In virtu' del mio bell'anno in piu' sul groppone - a proposito, grazie a tutti per gli auguri, anche se gnocca-free; in ritardo VALE sempre - ora finalmente mi sento dentro la saggezza che permette di leggere le cose del mondo penetrando le apparenze e accedendo al significato recondito.
Ne parlo con William.
William e' senza dubbio il personaggio piu' affascinante che mi sia capitato di incontrare in queste settimane.
Piccolo di statura, ha un corpicino esile, ma evidentemente ben allenato. La zazzera semi-afro gli sta appoggiata sul cranio un po' spostata all'indietro; sembra il casco non allacciato, sempre sul punto di cadere, dei supergiovani sui motorini strombazzanti o degli hippie anni settanta in
sella a un'Harley Davidson.
E infatti lui viaggia sulle strade della vita alternando sorpassi azzardati e impennate a crociere contemplative in stile Easy Rider..
Ai tempi belli si e' costruito una carriera da cartellonista itinerante: ha dipinto poster e insegne per negozi, scuole e chiese di tutto il paese.
Questa attivita' gli ha dato la possibilita' di viaggiare, conoscere gente, imparare. Spesso lasciando un segno del suo passaggio. E non mi riferisco solo alla pennellata di firma in calce a disegni e scritte, ma anche al contributo dal suo corredo genetico alle nuove generazioni.
E' sorprendente la naturalezza con cui racconta dei suoi 32 figli. Quattro solo dei quali avuti dalla ex moglie...
Adesso lavora per MSF, come handyman: laddove c'e' una piccola riparazione da fare ecco che arriva William. Ma credo che nella sua job description ci sia anche l'attivita' di accompagnare gli espatriati nelle passeggiate domenicali nei dintorni di Murambinda, illustrando loro le
bellezze del paesaggio e intrattenendoli con le sue storie.
Di storie non e' mai a corto, e tanto le trame quanto il modo di raccontarle sono sempre esilaranti. Quanto all'attendibilita', devo purtroppo constatare che qualche miscredente tende a giudicare qualche passaggio eccessivo per non essere frutto della sua fantasia. Io credo assolutamente a ogni singola sillaba.
William e' uno dei fortunati individui che gli spiriti scelgono per svelare agli umani i misteri del mondo soprannaturale. E' amico intimo del poligamo, il santone locale che vive da eremita con la tribu' generata dall'unione con le sei mogli, in grado di intuire in quali punti il letto del fiume restituira' pagliuzze d'oro, di galoppare nella notte con sembianze feline e determinare il disastroso fallimento delle imprese dei bianchi saccenti che pretendono di venire a scavare a casaccio senza consultare il suo parere.
William e' stato avvisato per via onirica del fatto che la moglie lo tradiva. Ha infatti trovato dei preservativi usati sotto all'albero che in sogno gli era apparso come teatro dell'adulterio. Si e' ripreso abbastanza in fretta dallo sconforto del conseguente divorzio. D'altronde e' risaputo
che, a ogni latitudine, e' la macchina che c'hai che conta: e lui guida un'angusta vettura inglese degli anni sessanta, totalmente smontata e riassemblata diverse volte, irresistibilmente celeste!
Va a correre due volte al giorno, all'alba e al tramonto: se vuoi fargi compagnia compensa il fatto di dover rallentare dando energia alla lingua.
Va a letto molto tardi e molto ubriaco piu' spesso che no. A tuttora non ho notizia che qualcuno di noi lo abbia accompagnato nelle sue scorribande notturne. Forse dovrei farmi coraggio.
Ho imparato diverse utilissime nozioni da William: ad esempio che sia il leopardo che il coccodrillo temono tantissimo il cane. Ma, mentre il primo riconosce nell'uomo il padrone e lo assale per primo, il secondo attacchera' sempre la minaccia maggiore. Quindi: se vai a spasso per la savana puoi anche lasciare Fido a casa. Ma portalo certamente con te se hai intenzione di fare un bagno al fiume!
Aggiornamenti
Venerdì 24/04/2009 - 18:00
Dunque il capitolo zimbabwese si chiudera' ufficialmente attorno alla metá del mese di
maggio.
Saró poi per un paio di settimane - dal 17 al 29 - a Bruxelles per un corso. Non so se riusciró a passare da casa prima, ma sicuramente dopo - a meno che mi spediscano al volo da qualche altra parte.
Quindi inizio a prenotare inviti a cena da giugno!!!
La settimana scorsa sui giornali avvampava (vuol dire qualcosa 'avvampava'? divampava é
meglio??) la polemica riguardo al recente summit governativo, che si é tenuto a Victoria Falls. Piú o meno contemporaneamente alla nostra vacanzina. Nel lodge piú esclusivo della cittá. Apparentemente senza badare a spese né al decoro. E senza invitarci!!!
Quando sono arrivato al centro di stabilizzazione martedí ho scoperto che Blessing era stato dimesso. L'ho incrociato il giorno successivo, bello sorridente infagottato alla
schiema della mamma, che tornava per la visita settimanale. Sicuramente é stata un'illusione
ottica, ma mi sembrava paffuto :-)
Direi che non é il caso di fare un film. Anche perché esiste giá un film liberamente ispirabile alla mia vita: é "La vita é un miracolo", di Kusturica, incentrata sul ruolo chiave dell'asino sulle rotaie!
Accidenti, Paolino: che esperienza quelle elezioni al leggendario 'seggiouno'! Di una cosa non mi capacito: com'é che Presidentissima e Vicepresidente sono stati mandati al confino in due dei quattro angoli del mondo, mentre il Segretario (evidente-mente e ab-braccio di tali malefatte) é ancora latitante e libero di fare danni?!? Sará mica per via della scimmia??
A grande richiesta allego qualche ritratto di tenere prede e temibili predatori avvistabili nei paraggi!


Easter Holidays - part three
Domenica 19/04/2009 - 10:48
L'unico alloggio in cui abbiamo trovato posto si rivela un lodge elegantissimo ed organizzatissimo. E spropositantissimamente caro. Ma insomma... Ci siamo presentati alla reception trasandati e ancora bagnati, capisco che abbiano richiesto il pagamento in anticipo. In seguito siamo persino riusciti a peggiorare ulteriormente l'impressione da straccioni
: presentandoci al ristorante in
improvvisato abbigliamento pigiamato e piedi scalzi, razziando il buffet in maniera ignomignosa (dopo aver scoperto che la cena era inclusa nel prezzo) e concludendo la serata con un tuffo in piscina in mutande.
La domenica, svegliati con la prospettiva di doverci già rimettere in strada, l'uovo
pasquale ci ha svelato una graditissima sorpresa: due posti disponibili sull'aereo in partenza
l'indomani mattina; quindi una nuova inattesa intera giornata in paradiso!
Colazione relax, nuotata in piscina, seconda più rilassata visita alle cascate, passeggiata in città, puntata al parco dei coccodrilli, altra nuotata in piscina, gita in barca sullo Zambesi all'avvistamento di animali selvaggi
inclusiva di tramonto sul fiume e numero illimitato di free drinks, nuovo giro al buffet ormai ubriachi
. Felici e soddisfatti!!!
Ho visto - e mi son fatto vedere da: scimmie, elefanti, ippopotami, facoceri, quantità di uccelli che neanche Simone avrebbe riconosciuto dopo la serie di Gin Lemon scivolati giù per la gola.
Ho aggiunto un tassello al mosaico della mia educazione alimentare scoprendo che il coccodrillo è un animale pericolosissimo ma anche buonissimo, se giovane, scottato alla piastra e accompagnato a una salsa moderatamente piccante.
Ho proseguito la collaudata pratica evangelizzatrice con il giovanotto che, dopo aver inutilmente cercato di vendermi sculture di rinoceronti, mi ha chiesto almeno di regalargli un capo di abbigliamento. E il giorno dopo esibiva orgoglioso la sua maglia di Sguazzi.
Per mom: Julie è belga, coordinatrice amministrativa di stanza ad Harare, un pò pazza e simpaticissima, ottima compagna di viaggio, con contratto in scadenza a fine aprile, quando tornerà in Europa dal suo fidanzato :-P
